Andare in bagno ogni giorno è davvero necessario? E se invece si va ogni due o tre giorni significa essere stitici?
Quando parliamo di regolarità intestinale tendiamo spesso a concentrarci sulla frequenza, ma il ritmo dell'intestino è personale e il numero di evacuazioni è solo uno degli aspetti da osservare.
Consistenza delle feci, difficoltà nell'evacuazione, necessità di sforzarsi e sensazione di non essersi svuotati completamente possono raccontarci qualcosa in più su come sta funzionando il nostro intestino.
1. Essere regolari non significa necessariamente andare in bagno ogni giorno
Non esiste una frequenza identica per tutti. Uno studio condotto sulla popolazione adulta ha rilevato che, nel 98% dei soggetti senza anomalie gastrointestinali organiche, sindrome dell'intestino irritabile o assunzione di farmaci rilevanti, la frequenza delle evacuazioni era compresa tra tre volte al giorno e tre volte alla settimana.
Questo non significa però che qualsiasi frequenza compresa in questo intervallo sia automaticamente “giusta” per te.
Se normalmente vai in bagno ogni giorno e il tuo ritmo cambia in maniera evidente, anche la variazione rispetto alle tue abitudini può essere un'informazione utile da osservare. Allo stesso modo, una persona che evacua spontaneamente ogni due giorni, senza difficoltà o fastidi, può semplicemente avere un ritmo intestinale differente.
Anche il NIDDK sottolinea che le persone possono avere schemi intestinali differenti e che conoscere ciò che è normale per sé è importante.
La regolarità non è solo un numero: conta anche come avviene l'evacuazione e qual è il proprio ritmo abituale.
2. Quando si può parlare di stitichezza?
La stitichezza non viene definita soltanto dalla frequenza con cui si va in bagno.
Tra gli elementi che possono caratterizzarla troviamo meno di tre evacuazioni alla settimana, feci dure o grumose, difficoltà o dolore nell'evacuazione e sensazione di non essersi svuotati completamente.
I criteri Rome IV utilizzati per la stitichezza funzionale considerano inoltre diversi aspetti dell'evacuazione — tra cui sforzo, consistenza delle feci, sensazione di evacuazione incompleta e frequenza — e richiedono la presenza di più criteri e una determinata durata nel tempo.
Questo è importante perché ci ricorda che un singolo episodio o una giornata senza andare in bagno non equivalgono automaticamente a stitichezza.
Un cambiamento occasionale può capitare, per esempio durante un viaggio o in seguito a una modifica delle proprie abitudini. Quando invece la difficoltà persiste o tende a ripresentarsi, è importante parlarne con il proprio medico per comprenderne le possibili cause.

3. Anche la forma delle feci ci dà informazioni
La consistenza delle feci è un altro elemento utile da osservare quando parliamo di regolarità.
La Bristol Stool Form Scale le suddivide in sette tipologie, dalle feci dure e separate del tipo 1 alle feci completamente liquide del tipo 7. I criteri Rome IV, per esempio, considerano i tipi 1 e 2 della scala di Bristol tra gli elementi utilizzati nella valutazione della stitichezza funzionale.
Per questo osservare la forma delle feci può aggiungere un'informazione che la sola frequenza non ci dà.

4. Cosa può influenzare la regolarità intestinale?
Il nostro intestino non funziona isolatamente. Il transito può cambiare in relazione a diversi aspetti della quotidianità e anche più fattori possono essere presenti contemporaneamente.
Alimentazione e fibre
Quantità, tipologia e varietà delle fibre introdotte con l'alimentazione possono contribuire alla consistenza delle feci e alla regolarità intestinale.
Idratazione
Anche ciò che beviamo fa parte del quadro: un'adeguata idratazione accompagna una dieta ricca di fibre e il normale funzionamento intestinale.
Movimento
Uno stile di vita attivo e il movimento regolare fanno parte delle abitudini quotidiane che possono contribuire alla regolarità.
Stress ed emozioni
Intestino e cervello comunicano continuamente attraverso l'asse intestino-cervello. Periodi di stress e cambiamenti emotivi possono riflettersi anche sul funzionamento e sulle abitudini intestinali.
Routine e abitudini
Orari, cambiamenti nella quotidianità e anche l'abitudine a rimandare lo stimolo possono modificare il proprio ritmo intestinale.
Viaggi
Cambiare orari, alimentazione, ambiente e routine — oltre a trascorrere magari molte ore seduti durante gli spostamenti — può modificare temporaneamente le proprie abitudini intestinali.
Gravidanza e cambiamenti ormonali
Anche le diverse fasi della vita possono modificare la regolarità. La stitichezza, per esempio, è più frequente durante la gravidanza e nel periodo successivo al parto.
Farmaci e integratori
Alcuni farmaci e integratori possono contribuire alla stitichezza. Se noti un cambiamento del transito dopo aver iniziato una terapia o un'integrazione, parlane con il professionista sanitario che la segue.
5. Fibre: di più non significa sempre meglio
Quando si parla di stitichezza, uno dei primi consigli che sentiamo è spesso: mangia più fibre.
Le fibre sono una componente importante dell'alimentazione e del benessere intestinale, ma aumentarne improvvisamente la quantità non significa necessariamente ottenere un risultato migliore.
Contano la tipologia di fibra, la quantità complessiva, l'idratazione, l'alimentazione nel suo insieme e naturalmente la risposta individuale. Un aumento troppo rapido può inoltre accompagnarsi, in alcune persone, a maggiore gonfiore o discomfort.
Per questo suggerisco di lavorare sulla varietà degli alimenti e sull'introduzione graduale delle fibre, osservando contemporaneamente come risponde il proprio intestino.
6. Imparare a osservare il proprio ritmo
Prima di concentrarsi soltanto sulla frequenza, può essere utile iniziare a conoscere meglio il proprio intestino.
Per qualche giorno puoi osservare quando vai in bagno, la consistenza delle feci, la facilità di evacuazione, l'eventuale sensazione di svuotamento incompleto e ciò che è cambiato nelle tue abitudini.
Non serve controllare ogni dettaglio. L'obiettivo è imparare a riconoscere il proprio ritmo e accorgersi più facilmente quando qualcosa cambia.
In sintesi
La regolarità intestinale è personale. Prendersene cura significa andare oltre il numero di evacuazioni e imparare a osservare il proprio intestino nel suo insieme.
→ Approfondisci: Irregolarità e stitichezza
I contenuti di questa pagina hanno finalità esclusivamente informative e divulgative e non sostituiscono il parere del medico o di un professionista sanitario. In presenza di sintomi persistenti, ricorrenti o di una patologia diagnosticata, rivolgiti al tuo medico di riferimento.
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